Montale fu eretto all'inizio del XIII secolo in posizione strategica
come centro fortificato quando Pistoia, in lotta con i conti Guidi per il predominio della
zona, volle munire di difese il colle di Vigliano, anche per tutelarsi nei confronti del
dirimpettaio castello di Montemurlo, possesso dei Guidi che stava per essere
ceduto alla repubblica di Firenze.
In quel luogo, antico feudo dei conti Guidi, si venne costituendo
così una comunità rurale dipendente da Pistoia, e la famiglia magnatizia cittadina dei
Cancellieri divenne il più potente proprietario di Montale.
Nel 1303, nel corso del conflitto che contrapponeva Firenze
"nera" a Pistoia "bianca" i fiorentini si impadronirono del castello
per "trattato", cioè pagando la somma di 3000 fiorini a chi aveva il compito di
difenderlo, procedendo poi alla distruzione delle mura.
Il vecchio insediamento fortificato non venne più ricostruito, ma si
sviluppò progressivamente il borgo sottostante, e i suoi abitanti si sottomisero a
Firenze nel 1351, divenendo Montale sede di una importante podesteria, ruolo confermato e
accresciuto nel 1402 quando si procedette a una profonda riforma amministrativa del
contado pistoiese.
Fatti di sangue e tumulti coinvolsero anche questo centro a causa della
lotta civile tra la fazione dei Panciatichi e quella dei Cancellieri (che continuavano ad
essere i maggiori proprietari della zona) nel 1455, nel 1503, nel 1537 e infine nel 1539,
ultimo atto della secolare faida; dopo di che la storia di Montale non segnala eventi di
rilievo se non quello di essere stata sede in epoca moderna di una vasta podesteria, che
si estendeva fino a comprendere una parte dell'Appennino pratese.
E' patria dello storico e letterato Atto Vannucci (1810-1883).
Nel passato le attività agricole erano molto sviluppate e alternavano
le colture dell'olivo, della vite e degli alberi da frutto ai seminativi arborati; un
largo settore della produzione era occupato dai cereali, dalle leguminose, dal lino e
dalla canapa. Un'importanza relativa avevano la silvicoltura (bosco ceduo, faggi, castagni
e pioppi) e l'artigianato, soprattutto nel settore della lavorazione della paglia.
Molto diffusa era nel Settecento la filatura a domicilio della lana,
del lino e della canapa per il mercato pratese; Montale era inoltre nota per l'attività
molitoria dei numerosissimi mulini presenti sul suo territorio.
Il maggiore sviluppo dell'attività industriale, le cui tendenze erano
già manifeste negli anni cinquanta, si è avuto nel settore dell'industria tessile, in
particolare della lavorazione della lana (tessitura, generalmente per conto terzi), dove
Montale occupa i primi posti nella produzione dell'intera provincia, e dell'abbigliamento.
Si registrano anche impianti di costruzioni meccaniche, fabbriche di
insaccati, qualche laboratorio di pellicceria e una progressiva diffusione di mobilifici
nella zona.
Agricoltura (vite, olivo, cereali e panìco per l'alimentazione dei volatili) e
silvicoltura hanno un rilievo molto minore che nel passato.
La popolazione totale del territorio comunale raggiunge, nell'ottobre
1998, le 10.089 unità con una densità di 315,08 abitanti per kmq. Nel passato essa era
passata dalle 784 unità del 1551 alle 1.145 del 1745, alle 3.236 del 1830, alle 4.331 del
1881 discendendo a 3.422 nel 1936; nel 1951 Montale contava 5.552 abitanti, 6.410 ne
contava nel 1961, 7.718 nel 1971, 8.804 nel 1981 e 9.807 nel 1991.